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-- Lettere a Alone [Hernán Díaz Arrieta] (1923-193)

LETTERE AD ALONE [HERNÁN DÍAZ ARRIETA]
(1923-1935)
Alone = Hernán Díaz Arrieta, cronista letterario del quotidiano El Mercurio di Santiago per molti anni. La relazione Neruda-Alone fu difficile ma segnata da una stima reciproca di fondo. Nel suo discorso "Mariano Latorre, Pedro Prado y mi propria sombra" (1962.) Neruda ricordò che nel 1923 Alone gli aveva prestato, senza conoscerlo quasi, il denaro che gli mancava per ritirare della stamperia il suo primo libro, Crepusculario.
Le lettere 1-6 (pp. 927-929) furono pubblicate dallo stesso Alone nel suo libro Los cuatro grandes de la literatura chilena durante el siglo XX. Santiago, Zig-Zag, 1962. (Per Alone quei quattro grandi erano Augusto D'Halmar, Pedro Prado, Gabriela Mistral e Pabio Neruda)

1
- Carta 1. "Vaso de amor", effettivamente edito in Zig-Zag, num. 938 (10.2.1923), sarà raccolto in Veinte poemas de amor come poema 12. Poemas de una mujer y un hombre era il titolo originale che alcuni mesi dopo Neruda rifiuterà, effimeramente in favore di El flechero entusiasta e definitiva mente in favore di El hondero entusiasta.


        Temuco 5 di febbraio [1923]

Alone:
González Vera mi dice che Lei vuole pubblicare qualcosa di mio su Zig-Zag. Grazie. Ora gli invio quattro poemi. Tre li mando a Lei affinché Lei li legga, solo per quello. L'altro che si chiama "Vaso de amor", è quello che desidero che si pubblichi. È una ragione di amore proprio, perché il Signor Carlos Acuña non volle pubblicarli e niente mio uscirà nella rivista, per la mia volontà, prima che escano in essa quei versi.
Prego, Alone, di rispondermi se ha ricevuto questo e che cosa gli sembra. Sono dei miei libro Poemas de una mujer y un hombre.
Siccome parto domani per Puerto Saavedra, aspetto là la sua lettera.


Pablo Neruda


2

Bajo Imperial, febbraio 23 [1923]

Alone:
Qui accadono altre cose. Ma, guardi, in tutto questo, o in quasi tutto, mi sembra che non c’entri Zig-Zag. Se Lei pubblicasse qualcosa di quello che mi piace, mi darebbe una grande sensazione di ampiezza.
Tutto è dei miei libro Poemas de una mujer y un ombre, sebbene i poemi differiscano di data, notevolmente.
Mi perdoni per la grossa quantità di versi e riceva il saluto da

Pablo Neruda
Temuco, Casella 65


3
- Carta 3. Nel manoscritto originale la data che porta la lettera è 5.3.1922 il cui anno correggo (era 1923) perché il poema "El pueblo" era stato pubblicato due giorni prima da Zig-Zag, num. 941 del 3.3.1923; questo poema sostituirà "Égloga absurda" nella seconda edizione, 1916, di Crepusculario.

Temuco, 5 marzo

Alone
Non sa Lei quanto apprezzo le sue parole! Credo che Lei sia uno spirito estremamente sottile e penetrante, ed avevo creduto sempre che fossero questi spiriti quelli che stavano più lontano da me. Mi dà una grande allegria il sapermi capito da Lei.
Ho letto in Zig-Zag  "El pueblo". Gli invierò anche altri versi, a rischio di annoiarla, perché io scrivo molto e non so a chi mostrare quello che ho.
Il suo amico

Pablo Neruda
Temuco, casella 65


4

Alone:
Devo andare a parlare con Lei un giorno di questi. Voglia dirmi giorno, ora, e dove potrò trovarlo? Spero che Lei abbia almeno un'ora, perché penso di leggergli alcuni cattivi versi.

Pablo Neruda
Toesca 2162


5
- Carta 5. Non porta data, la presumo scritta in giugno o luglio del 1923; /... / créo que ya dejé atrás todo eso (credo che già lasciai indietro tutto quello), cioè i poemi sentimentali e la canción desesperada, perché a metà del 1923 Neruda era convinto che il cammino verso la gloria ed il successo poetico stavano tracciandolo allora gli esaltati poemi del Hondero; la "cronaca che ho scritto" per Zig-Zag era sicuramente "Las anclas" che sarà pubblicata per quella rivista nel num. 963 del 4.8.1923 (OCGC, vol. IV, p. 289).

[Senza data, prob. giugno o luglio del 1923]


Alone: lei ebbe belle frasi in quella difesa mia e della poesia. Sono allegro per quello, più ancora perché il cavaliere che gli scrisse - il Signor Behnke - è di qui e mi disturba per quel motivo. Qui ha scritto nei quotidiani locali. Con un certa aria di disprezzo mi tratta di genio divino ed altre cose così... La verità è che non meritano niente, neppure il silenzio. Inoltre io non credo che non capiscano, fanno finta di non capire ed ingannano.
In questi giorni le manderò il mio poema El hondero entusiasta. Mi risponda quando Lei lo riceve e mi dica che cosa ne pensa. Ora principio a fare le pratiche per pubblicare in ottobre un nuovo libro: Doce poemas de amor y una canción desesperada. Non mi parli male del titolo. Sono la mia opera restante e simultanea a Crepusculario. Voglio disfarmi dopo di lei, non perché sia cattiva, bensì perché credo che già lasciai indietro tutto quello.
Qui troverà una cronaca che ho scritto per Zig-Zag col proposito unico di comprare un anello alla mia amica. Mi perdoni se la consegno a lei: non voglio parlare con C. Acuña. Magari può raccomandarla. Gli sarei grato per l'anello che avrà una pietra azzurra e triangolare.
Riceva, il mio caro amico, un saluto da

Pablo Neruda
Temuco, cas. 65


6

[Senza data, 1923]


Caro amico: Qui gli mando un ritratto, perché in Zig-Zag me lo chiesero con insistenza, desiderio che esca: la vendita non va molto bene.
Ho scritto un pò. Ho El hondero entusiasta, gliene invierò una copia, mi accusi ricevuta. Seguiranno a parte in libri: La mujer del hondero, La dudad del hondero e La trompeta en los bosques. Poesia grande, ma piccola davanti a quella che penso. Non dimentichi il ritratto. Mi dia le sue notizie.
Lo stringe le mani,

Pablo Neruda
Temuco, casella 65


7
- Carta 7: edita in La Nación, Santiago, 19.10.1930, sotto il titolo "Refuta influencias indirectas".

Weltevreden. Java, Indie Olandesi, 15 Luglio del 1930.


Alone:
Ho appena letto in un numero di maggio di La Naciòn un suo commento ad un'opera di Carlos Sabat Ercasty, "conosciuto tra noi per la sua influenza su Pablo Neruda e, attraverso lui, sui giovani scrittori del Cile."
È molto certa questa influenza di Sabat su un certo periodo della mia produzione; ma è vagamente audace dire che indirettamente Sabat ha influenzato i nuovi poeti. Al di fuoti di me, nessun poeta cileno ha sofferto di questa influenza.
Attraverso me non potè essersi esercitato questo potere di Ercasty e dopo averla sofferta, io respinsi con violenza l'atteggiamento di Ercasty e distrussi il libro che lo mostrava. Questo libro fu di sessanta o settanta lunghi poemi e, oltre a quattro editi in Dionysos ed uno uscito in Atenea, gli altri morirono inediti. Questa è la verità e non c'è un'altra verità.
Non ho trovato mai un giovane poeta in Cile che sentisse simpatia per l'opera di Ercasty o per la situazione intellettuale dei suoi lavori. Con l'eccezione di Cifuentes Sepúlveda; e di lui nessuno dirà che ebbe le mie influenze o di Ercasty.
Il mio linguaggio letterario di questo ultimo tempo comincia ad odorare di decreti e relazioni del Ministero di Relazioni Esterne: voglio metterLa in guardia da questo fatto sinistro; e che in anticipo i miei amici si salvino.
Si è esagerata con insistenza la portata delle mie oscure scoperte, e la prego di credere che sono già preparato per accettare le maggiori insistenze dell’oblio.
Dio La conservi

Pablo Neruda


8

Madrid, 16 novembre 1935


Alone, ho qui questa rivista, che vuole portare un nuovo senso alla nostra poesia. Meraviglioso il suo articolo su quella famosa antologia. La sua serietà e profondità e la sua decisione di non evitare le difficoltà hanno sorpreso ed ammirato agli spagnoli. Mi dicono che qui nessuno sarebbe capace di fare qualcosa tanto bene. Da parte mia, grazie. Mi piace soprattutto quasi la sua indipendenza farouche. Non l'hanno quelli che si reclamano coraggiosi. Disponga di me fino a che litigheremo di nuovo.

Pablo Neruda


Messaggio manoscritto da Neruda nella prima pagina in
bianco dell'esemplare che inviò ad Alone del num. 2 di
Caballo Verde para la Poesía, Madrid, novembre 1935.



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